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Orlando Aquino, l'ex baby fenomeno riparte dalla Promozione

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OrlandoAquinoA Boscoreale, cittadina nel napoletano con poco meno di 30.000 abitanti, lo conoscevano un pò tutti quello scugnizzo riccioluto e dallo sguardo vispo. Orlando Aquino segnava gol a grappoli nella scuola calcio del suo paese, quando il Parma si accorse di lui e lo mandò a Monte di Procida, società satellite in cui il club emiliano mandava i ragazzi più interessanti selezionati in Campania.

 

Aquino è ancora un ragazzino quando entra nel settore giovanile della Virtus Lanciano. E' tra i più giovani della squadra Berretti e segna a ripetizione suscitando l'interesse di molti club di serie superiore. Nella stagione 2004-2005 con la maglia del Lanciano fa il suo esordio in C1 poco più che sedicenne: sembra l'inizio di una carriera inarrestabile. In campionato colleziona tre presenze. L'anno dopo un infortunio alla caviglia ne limita un pò le prestazioni, ma colleziona comunque 4 presenze in prima squadra oltre a quelle con la Berretti. I sogni vengono rimandati alla stagione successiva che dovrebbe essere quella della consacrazione, ma nell'estate del 2006 accade qualcosa che cambia la sua storia calcistica: il procuratore gli suggerisce l'avventura all'estero. Non senza qualche polemica si svincola dal Lanciano ed approda nel Liberty Oradea, serie C rumena. Il gioiellino campano esplode con 18 reti realizzate in 20 presenze e squadra promossa in serie B. L'anno dopo il passaggio al Sopron nella massima divisione ungherese, ma infortuni e sfortuna si accaniscono sul giovane attaccante che decide di rientrare in Italia.
L'aria però è cambiata ed in troppi si dimenticano di lui. Aquino riparte dall'Atletico Trivento, dove in sette partire realizza un gol. L'anno dopo è alla Nocerina dove gioca quanto basta per figurare nell'elenco dei giocatori che conquista la promozione in Prima Divisione. Un'esperienza che si interrompe presto ed a gennaio del 2011 riparte dalla serie D, dal Bojano. Ma è la condizione fisica a tormentarlo ed ancora una volta quelli che erano i suoi estimatori giocano a nascondersi. A settembre 2011 lo accoglie il Penne, nella Promozione Abruzzese. Accetta per amicizia verso alcuni dirigenti vestini e perché ha un obiettivo ben preciso: rimettersi a posto fisicamente e provare a ripartire. Perché per un calciatore 23 anni non sono pochi, ma non è ancora tempo di smettere di sognare.

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