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Davide Sinigaglia, ha fatto gol ad un tumore

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SinigagliaUn talento rimasto allo stato embrionale; un attaccante che il gol più importante e l'avversario più forte, l'ha saputo battere, un tumore che poteva stroncargli più della carriera. Sette anni nelle giovanili dell'Inter (nella foto tratta da Inter.it), poi tanto girovagare per l'Italia fino ad arrivare alla Virtus Lanciano (soprattutto grazie all'amicizia che lo legava a Manuel Turchi). In rossonero gioca dieci presenze realizzando un gol su rigore. Da gennaio 2011 è in forza alla Ternana.

 

Un piccolo foruncolo che è diventato un grande campanello d' allarme. E' così che Davide Sinigaglia ha scoperto di avere un tumore a un testicolo. Roba che, a 26 anni, può farti cadere il mondo addosso. Ma poco più di un mese e mezzo dopo, quel male è soltanto un ricordo. Mercoledì sera l' attaccante ha giocato in coppa Italia, contro il Pergocrema, la sua prima partita con il Novara. Il tumore? Come uno stiramento muscolare, tutto guarito, tutto superato. E' solo un (brutto) ricordo. Luglio 2007, per questo attaccante cresciuto nell' Inter con debutto in serie A, e poi saltato qua e là, con diversi alti e bassi Novara è sembrato subito il posto giusto per il rilancio, ma visto il suo problema si è rivelato il posto «ideale» per un altro verso. Racconta Sinigaglia: «La società ha saputo del mio problema il 16 o il 17 luglio. E mi hanno "ingannato". Il mio procuratore, Letterio Pino, con una scusa è voluto venire con me a Novara, mi ha portato dal direttore Sergio Borgo e mi hanno dato la notizia del male. Il giorno dopo mi hanno subito operato. La zona del tumore era circoscritta al testicolo asportato, ma non tutti i valori erano a posto. Scendevano, ma non abbastanza. Mi allenavo, ho anche fatto un pezzo di amichevole contro la Torres. Abbiamo deciso di andare a Milano all' Istituto dei Tumori, dove mi hanno detto che il mio era della forma più aggressiva e invasiva e mi hanno consigliato di fare un secondo intervento per asportare un linfonodo recettore, per evitare che partissero delle metastasi». Era il 14 agosto: "Mi hanno operato in laparoscopia, e sono rimasto ricoverato una settimana a Milano. E dopo un' altra settimana di riposo a casa, ho iniziato ad allenarmi con i miei compagni".

Sinigaglia non ha mai voluto raccontare cosa gli è successo e il Novara ha mantenuto il segreto: "Non ne ho mai parlato perché voglio essere giudicato per quello che faccio, nel bene e nel male, senza legarlo a questo fatto. E' stato come uno stiramento: mi sono curato, sono guarito e tutto è superato. Però adesso ho deciso di raccontare la mia storia anche perché, magari, qualche persona ammalata che la legge, può capire che in questi casi si deve pensare positivo e se ne può uscire".

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